14/11/2010

Bondi: DIMETTITI

Mozione dell'11-11-2010
Sfiducia nei confronti del Ministro per i beni e le attività culturali Sandro Bondi

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a firma di:
Manuela Ghizzoni
Cofirmatari:
...
Zazzera, De Biasi, Bachelet, Coscia, De Pasquale, De Torre, Levi, Lolli, Mazzarella, Melandri, Nicolais, Pes, Rossa, Antonino Russo, Siragusa, Agostini, Albonetti, Amici, Argentin, Barbato, Baretta, Bellanova, Benamati, Berretta, Bersani, Bindi, Bobba, Bocci, Boccia, Boccuzzi, Boffa, Bonavitacola, Bordo, Borghesi, Bossa, Braga, Brandolini, Bratti, Bressa, Burtone, Calvisi, Cambursano, Capano, Capodicasa, Cardinale, Carella, Marco Carra, Castagnetti, Causi, Cavallaro, Ceccuzzi, Cenni, Cimadoro, Ciriello, Codurelli, Colaninno, Colombo, Concia, Corsini, Cuomo, Cuperlo, D'Alema, D'Antona, D'Antoni, D'Incecco, Dal Moro, Damiano, Grassi, Graziano, Iannuzzi, La Forgia, Laganà Fortugno, Laratta, Lenzi, Letta, Lo Moro, Losacco, Lovelli, Lucà, Lulli, Luongo, Madia, Maran, Marantelli, Marchi, Marchignoli, Marchioni, Margiotta, Mariani, Cesare Marini, Marrocu, Martella, Pierdomenico Martino, Mastromauro, Mattesini, Melis, Giorgio Merlo, Messina, Meta, Migliavacca, Miglioli, De Micheli, Di Giuseppe, Di Pietro, Di Stanislao, Donadi, Esposito, Evangelisti, Fadda, Gianni Farina, Farinone, Fassino, Favia, Ferranti, Ferrari, Fiano, Fiorio, Fluvi, Fogliardi, Fontanelli, Aniello Formisano, Franceschini, Froner, Garavini, Garofani, Gasbarra, Gatti, Genovese, Gentiloni Silveri, Giacomelli, Ginefra, Ginoble, Giovanelli, Gnecchi, Gozi, Minniti, Miotto, Misiani, Mogherini Rebesani, Monai, Morassut, Mosca, Motta, Mura, Murer, Naccarato, Nannicini, Narducci, Oliverio, Andrea Orlando, Leoluca Orlando, Paladini, Palagiano, Palomba, Peluffo, Mario Pepe (PD), Piccolo, Picierno, Piffari, Pistelli, Pizzetti, Pollastrini, Pompili, Porcino, Porta, Portas, Quartiani, Rampi, Razzi, Realacci, Recchia, Rigoni, Rosato, Rossomando, Rota, Rubinato, Rugghia, Samperi, Sanga, Sani, Santagata, Sarubbi, Sbrollini, Schirru, Scilipoti, Sereni, Servodio, Soro, Sposetti, Strizzolo, Tempestini, Tenaglia, Federico Testa, Tidei, Tocci, Touadi, Trappolino, Livia Turco, Vaccaro, Vannucci, Vassallo, Velo, Veltroni, Ventura, Verini, Vico, Villecco Calipari, Viola, Zaccaria, Zampa, Zucchi, Zunino

Numero: 100491

La Camera,premesso che:
il crollo della Schola Armaturarum di Pompei rappresenta, anche dal punto di vista simbolico, il fallimento della politica in materia di tutela dei beni e delle attività culturali, e più in generale del valore dei saperi, portata avanti dal Governo in carica sin dai suoi primi provvedimenti;
la cultura è stata considerata, nei fatti e con dichiarazioni esplicite, non come un fattore di crescita civile ed economica, ma come un costo per la collettività, da ridimensionare con progressivi tagli degli stanziamenti del bilancio statale e con iniziative volte a snaturare il valore e la finalità del nostro patrimonio culturale;
il crollo dell'Armeria dei Gladiatori rappresenta uno dei più gravi danni al nostro patrimonio artistico degli ultimi decenni e, giustamente, è stato definito dal Presidente della Repubblica come una vergogna nazionale. Un episodio che, ripreso e divulgato dalle principali agenzie d'informazione e dai quotidiani internazionali, ha arrecato un irreparabile pregiudizio per l'immagine dell'Italia nel mondo;
il Ministro per i beni e le attività culturali non è stato in grado di andare al di là di atti puramente simbolici e ininfluenti, quali la mancata partecipazione alle riunioni del Consiglio dei Ministri in cui venivano adottate le misure di taglio alle risorse del Ministero, né di promuovere alcuna seria iniziativa per la tutela del nostro patrimonio artistico e culturale italiano, come dimostra il crollo di Pompei, peraltro preceduto da quelle delle arcate di Traiano alla Domus Aurea e da quelle di elementi del Colosseo;
peraltro, la scelta di procedere nel luglio 2008, con l'Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3692, al commissariamento della gestione del sito archeologico «per la realizzazione di interventi urgenti di protezione civile diretti a fronteggiare la grave situazione di pericolo in atto nell'area archeologica di Pompei» così come la decisione di dichiarare conclusa la fase emergenziale nel giugno dell'anno in corso, con l'Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3884 ha visto il pieno coinvolgimento del Ministero per i beni e le attività culturali sia per quanto attiene alle procedure adottate, che per quanto concerne la supervisione e la valutazione delle iniziative e dei relativi risultati;
ne discende che appare del tutto priva di fondamento giuridico e fattuale la dichiarazione del Ministro volta ad asserire la sua totale estraneità nella responsabilità di quanto accaduto a Pompei;
del resto, anche sulla gestione commissariale non sono mancate le riserve e le critiche di quanti hanno a cuore la tutela del principale sito archeologico del mondo, circa l'applicazione del modello «Protezione civile», basato su deroghe e gestioni fuori controllo, opere faraoniche e grossolane iniziative di marketing, affidamenti senza evidenza pubblica e mortificazione delle competenze del mondo scientifico che da anni studia e vigila sul delicato equilibrio di un sito unico al mondo;
il nostro sistema dei beni e delle attività culturali risulta penalizzato nel suo complesso dall'azione del Governo e dalla visione che ha imposto il Ministro dell'economia e delle finanze, il quale neanche un mese fa dichiarò che «la gente non mangia cultura» e che, pertanto, alla luce di questa massima, ha proposto con la legge di stabilità e con la legge di bilancio, pesanti tagli di risorse per lo svolgimento delle funzioni del Ministero per i beni e le attività culturali, in un Paese che ospita un sesto delle risorse artistiche e archeologiche di tutto il mondo e che ricava una parte significativa del suo prodotto interno lordo dal turismo domestico ed estero;
il Ministro ha privilegiato la sua attività di coordinatore nazionale del Partito del Popolo delle Libertà, piuttosto che i difficili compiti di direzione strategica e amministrativa del patrimonio artistico nazionale;
egli si è quindi dimostrato inadeguato al ruolo conferitogli;




per tali motivi:

visto l'articolo 94 della Costituzione;
visto l'articolo 115 del regolamento della Camera dei deputati;
esprime la propria sfiducia al Ministro per i beni e le attività culturali, senatore Sandro Bondi, e lo impegna a rassegnare le proprie dimissioni.


“Da Seul, Berlusconi dice di aver qualche difficoltà. Beh gli esprimiamo solidarietà umana ma qui non si parla delle sue difficoltà ma di quelle di un Paese”. Così il segretario Pier Luigi Bersani ha introdotto la conferenza stampa di presentazione del dossier Pd sulle responsabilità e la cattiva gestione da parte del ministro Bondi sui crolli agli scavi di Pompei.

“Non si può più tirare avanti sulle increspature e i traccheggiamenti. Non c'è più un briciolo di fiducia nel Paese. Siamo davanti ad una crisi conclamata: il centro destra è in crisi perché ha sbagliato il rapporto con il Paese nella più grande crisi economica e sociale dal dopoguerra. Si percepisce il fallimento del governo e delle sue azioni limitate ai processi personali del capo”.

“C'è bisogno di una ripartenza del Paese” ha continuato Bersani. “Non perdiamo tempo, usciamo da questa sbornia. Il primo passo è la riforma della legge elettorale per mettere in sicurezza la democrazia”.

“Bondi dice che dovrebbe vergognarsi chi chiede le sue dimissioni? Siamo al surreale. Non è vero che il ministero non ha responsabilità su quanto accaduto a Pompei. Sono venute meno le politiche culturali. Il ghe pensi mì ha portato all'idea di semplificazione della politica ovvero di dare tutto in mano alla Protezione Civile. E non ha funzionato”.

Il dossier sulle responsabilità e le gravi carenze del ministero dei Beni culturali è stato presentato da Matteo Orfini, responsabile Cultura del Pd. “È stato un crollo preannunciato. Bondi non ha voluto ascoltare né il nostro allarme lanciato un anno fa né quello del mondo scientifico. Il nostro dossier parte con l'eruzione del Vesuvio del 79dc che seppellisce Pompei: forse l'unico caso in cui sarebbe stato necessario un intervento della Protezione civile!”

Molte sono le responsabilità che possono essere attribuite al ministro Bondi a partire dal fatto che non c'è mai stata un'urgenza reale tale da richiedere il commissariamento di Pompei sotto la Protezione civile. E poi, dichiarata l'emergenza, l'impegno del governo è stato nullo con zero risorse assegnate. Alla fine tutti gli investimenti fatti non hanno giovato alla tutela del sito ma sono stati catalogati in “opere altre”.



“Ci sono stati sprechi di risorse e di servizi.Il Portale WEB PompeiViva: è online ma è piuttosto il sito del Commissario ed in gran parte (testi ed immagini) replica o meglio copia interamente i contenuti dell’esistente www.Pompeiisites.org , istituzionale e che costa solo 6.000 € all’anno di hosting e manutenzione”.

Lo stesso si dica per “l'Interfaccia web per una Banca dati dei beni archeologici vesuviani. Esiste da anni presso il SIAV di Boscoreale un progetto finalizzato a ciò (riprende anche il vecchio progetto Neapolis) al quale ultimamente ha lavorato anche la Normale di Pisa”.

“Impianto di videosorveglianza. Gli Scavi di Pompei e tutti gli altri siti sono già da anni dotati un impianto di videosorveglianza la cui manutenzione ed assistenza è stata assegnata con gara pubblica e copre le 24 h per 7 giorni. Gli impianti di telecamere sono posti lungo il perimetro della città antica per evitare di sconvolgere i siti con pali e cablaggi”.

Il restauro del Complesso dei Teatri è costato oltre 6 milioni di euro. Il progetto preparato dalla Soprintendenza e aggiudicato con bando di gara prevedeva una spesa di € 730.000.

La Carta di Venezia (ICOMOS – UNESCO): le aggiunte non possono essere tollerate se non rispettano tutte le parti interessate dell’edificio, il suo ambiente tradizionale, l’equilibrio del suo complesso ed i rapporti con l’ambiente circostante.

Questa la cronologia dei crolli più importanti solo nel 2010:

 

  • Incidenti verificatisi lungo il tratto di Via dell’Abbondanza tra la Casa dei Casti Amanti e la Schola armatorarum;
  • 23 gennaio Smottamento alla Casa dei Casti Amanti (il cantiere con la gru)
  • Fine settembre crollo di alcune travi alla Casa di Polibio ( da qui una somma urgenza anche per l’irrigimentazione delle acque meteoriche)
  • Ottobre smottamenti in Domus Trebio Valente
  • Fine ottobre a seguito delle piogge torrenziali si verifica una frana di lapillo nella casa dei Casti Amanti
  • Inizio novembre, crollo di un muto nel vicolo di Ifigenia ( a fianco della Schola)
  • 6 novembre Crollo della cd. Caserma dei Gladiatori (Schola)



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Molto critico sull'operato del ministro Bondi anche il professore Pietro Giovanni Guzzo, ex sovraintendente archeologico di Pompei. “Non è vero che non esistevano elementi di monitoraggio dello stato degli scavi. Dal 1997 a Pompei viene fatta una recensione sul grado di rischio per i monumenti. È stata aggiornata fino al 2006 quando la legge 41 promossa da Buttiglione ne ha tagliato i fondi. Basta pensare che nel 1996 solo il 14% dei 44 ettari di Pompei era stato messo in sicurezza. Nel 2009, pur lavorando a fari spenti, avevamo raggiunto il 31%”.

“Niente faceva presumere l'allarme? Il crollo è la conseguenza degli scoli delle acque piovane creati dai lavori fatti. Il crollo dello scorso gennaio era un chiaro segnale di allarme. Qualunque tecnico lo avrebbe saputo. Ora Bondi vuole creare una commissione di esperti sullo stato del degrado. Come detto prima, si fa una recensione dal 1997, basterebbe aggiornare quella interrotta nel 2006 e risparmiare risorse per crearne una ex novo”.

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